COMUNICAZIONE AUMENTATIVA E ALTERNATIVA

Il “superlinguaggio” in aiuto a 800mila italiani

E se improvvisamente non potessi più parlare, esprimere ciò che pensi o ciò che desideri?

Se una malattia ti portasse via, lentamente, la possibilità di chiacchierare, conversare, discutere con le persone della tua famiglia o con i tuoi amici?

La comunicazione aumentativa alternativa è un valido strumento per affrontare queste difficoltà.

 

La capacità di comunicare con le altre persone e di conversare è alla base di ogni relazione umana: tuttavia, non possiamo sempre darla per scontata.

In molte situazioni la possibilità di comunicare e di essere autonomi nelle attività della vita quotidiana è difficoltosa, se non impossibile.

 

TRAUMI

Questo può accadere, ad esempio, alle persone con esiti di trauma cranico, che continua ad essere un gravissimo problema socio-sanitario che lascia una disabilità residua la cui frequenza varia tra il 2% ed il 45%.

Le fasce maggiormente coinvolte sono i bambini (tra 0 e 14 anni) ed i giovani (tra i 15 ed i 29 anni), frequentemente coinvolti ad esempio in incidenti stradali (circa l’80% dei casi) o in incidenti su ciclomotore (età media di 22 anni).

 

MALATTIE NEURODEGENERATIVE

Oppure nel caso di

  • bambini affetti da paralisi cerebrale infantile (un nuovo caso ogni 500 nati)
  • persone colpite da incidenti cerebrovascolari (200.000 nuovi casi ogni anno di ictus, infarti cerebrali, etc.)
  • tutti coloro che presentano demenza (almeno nel 1 milione di persone nel nostro paese).

Pensiamo a tutte le persone, siano esse bambini, giovani, adulti o anziani, affette da malattie neurodegenerative

  • il Parkinson (230.000 in Italia)
  • la Sclerosi Multipla (114.000 gli Italiani colpiti)
  • la Sclerosi Laterale Amiotrofica – SLA (circa 5000 nel nostro paese)
  • l’Amiotrofia Muscolare Spinale (5 su 10.000), e/o neuromuscolari
  • le distrofie muscolari (circa 20.000).

 

TUMORI

Infine, le persone colpite da tumori che coinvolgono il distretto testa collo (tumori cerebrali, tumori della bocca, della faringe e della laringe) si aggirano intorno ai 25.000 nuovi casi ogni anno.
Spesso vengono coinvolte le strutture responsabili della produzione della voce o della parola o quelle relative all’elaborazione del linguaggio.
Queste e altre le patologie che è possibile incontrare in ospedale, nelle terapie intensive o in reparti di degenza, in strutture riabilitative o in lungodegenze, a casa o a scuola.
Le difficoltà comunicative, momentanee o permanenti, possono essere presentare caratteristiche differenti e determinare difficoltà a vari livelli di gravità.

 

LA C.A.A.

Tutte le persone che presentano difficoltà che rendono eccessivamente lenta, difficoltosa o poco efficace la comunicazione (verbale o non verbale), possono trarre beneficio dall’utilizzo della Comunicazione Aumentativa e Alternativa, temporaneamente o stabilmente.
Per consentire ciò, la C.A.A si avvale di quelle che vengono definite le Tecnologie Assistive (Assistive Technology -AT).

Esse corrispondono ad una gamma di attrezzature tali da permettere ad una persona con disabilità di svolgere un determinato compito, rendendola attiva all’interno dell’ambiente in cui si trova.
AT comprende diverse tipologie di apparecchiature per la comunicazione, l’accesso al computer, il controllo ambientale e la mobilità.

Il logopedista in collaborazione con le altre figure professionali sanitarie e non che ruotano intorno alla persona con difficoltà comunicative, si occupa della gestione e dell’implementazione di tali ausili.

Per saperne di più…https://www.flipiemontelogopedia.it/giornata-europea-della-logopedia-2015/giornata-europea-della-logopedia-2018/

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